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L’Articolo 184 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in merito alla “Classificazione dei rifiuti”, li classifica secondo l'origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali e, secondo le caratteristiche di pericolosità, in rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi.

Sono rifiuti urbani:
a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione;
b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dell'articolo 198, comma 2, lettera g);
c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade;
d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua;

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La lett. mm) dell’art.183 del Dlgs 152/2006 e s.m.  definisce “centro di raccolta” l’ “ area presidiata ed allestita, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza  pubblica,  per  l'attività  di  raccolta  mediante  raggruppamento  differenziato  dei  rifiuti urbani per frazioni omogenee conferiti dai detentori  per il trasporto agli impianti di recupero e trattamento. La disciplina dei centri di raccolta è data con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza unificata , di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281”. Rispetto al testo previgente è stata aggiunta la qualifica di “urbani” ai rifiuti oggetto del conferimento.

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La normativa ambientale italiana, ed in particolare quella in materia di rifiuti è , come quella di tutti i Paesi membri della U.E., di stretta derivazione comunitaria.

L’entrata in vigore della nuova direttiva quadro rifiuti, Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008 , relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive, pubblicata sulla G.U.C.E. L. 312 del 22/11/2008, ha obbligato, come vedremo in seguito, il legislatore nazionale ad adeguare le norme vigenti nel settore alle nuove norme comunitarie, soprattutto per quanto attiene ai concetti di “rifiuto”, “sottoprodotto” e “recupero”.

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 IL DLGS 152 DEL 2006
ED IL D.P.R. 15 LUGLIO 2003, N. 254

La parte quarta del D.Lgs. Governo152 del 03/04/2006, Norme in materia ambientale., entrato in vigore il giorno 29 aprile 2006,  a partire dall’art. 177, reca norme in materia di “Gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati”.

Quella dei rifiuti è  sicuramente la materia su cui più profondamente ha inciso l’intervento del legislatore delegato.

Il legislatore delegato ha poi affidato al Ministero dell’ambiente il compito di predisporre varie decine di decreti applicativi delle nuove norme in materia di rifiuti (ricordiamo tra i principali quello sulla “nuova tariffa” e quello sull’ “assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani”), sostitutivi delle precedenti norme applicative, le quali però rimangono transitoriamente in vigore fino alla loro effettiva sostituzione.

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Il Decreto Ministero dell'ambiente 8 marzo 2010, n. 65 “Regolamento recante modalità semplificate di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), nonchè dei gestori dei centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature ” ha dato applicazione all’ articolo 6, comma 1, lettera b), del decreto legislativo n. 151 del 2005 (poi abrogato e sostituito, con contenuti analoghi, dal Decreto Legislativo n. 49 del 14 marzo 2014 ) , che prevede l'obbligo, per i distributori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), di assicurare il ritiro gratuito, in ragione di uno contro uno, dell'apparecchiatura usata al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura ad un nucleo domestico, provvedendo al trasporto dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) presso i centri di raccolta comunali organizzati dai produttori.

Bernardino Albertazzi

Docente Seminari e Master Ambiente
Regione Emilia-Romagna, A.R.P.A. Emilia-Romagna, Liguria e Unione Province Emilia-Romagna

Docente Seminari e Master Ambiente
Unione Province Emilia-Romagna, Confservizi Emilia-Romagna, UNIONCAMERE Emilia-Romagna

già Direttore Area Legale
riviste "RIFIUTI SOLIDI" e "INGEGNERIA AMBIENTALE" (ed. CIPA - Milano)

Responsabile Area Legale 
"Osservatorio Bonifiche" Università "Bocconi" Milano

già Direttore e Presidente Comitato Tecnico Scientifico 
del sito-rivista GUIDAMBIENTE, ed.Maggioli

 

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